Il mal d'Africa è quel senso di nostalgia e malinconia che coglie le persone che hanno avuto la fortuna di visitare questo continente affascinante e primitivo, con i suoi colori policromatici, i tramonti infuocati, gli orizzonti infiniti, i profumi intensi e le tiepide brezze. Paesaggi incantati, fauna selvaggia e vegetazione folta e rigogliosa, con popolazioni socievoli ma misteriose con culture e usanze tanto diverse e lontane dalle nostre. Il mal d'Africa è molto comune in letteratura, molti sono gli scrittori del passato che hanno scritto libri sulle avventure africane. Si pensi solo al famosissimo Out of Africa (La mia Africa) di Karen Blixen, la scrittrice danese che sposa un barone svedese e va a vivere con lui in Kenia, tra piantagioni di tabacco e caffè, e che, una volta tornata a casa nella grigia e cupa Danimarca si ammala di nostalgia. Ed è lì che si accinge a scrivere il suo romanzo sull'Africa.
Penso ci sia qualcosa di altamente spirituale, mistico e invisibile che la terra africana è capace di sprigionare, e questa energia vitale è capace di catturare gli animi delle persone che ci mettono piede e tenerseli per sempre. Non a caso la vita e l'essere umano sono nati proprio in Africa. Non a caso si parla di mal d'Africa.
Il mal d'Africa deve sicuramente aver colpito anche la nostra scrittrice d'esordio, Alessia Paolucci, oltretutto una mia cara amica di vecchia data, che ha visitato di recente in continente africano.
L'ho letto tutto d'un fiato ieri sera. Il romanzo, più che romanzo sarebbe da considerarsi un racconto, come anche l'autrice asserisce. Purtroppo ha una lunghezza di sole 96 pagine, ma è ricco di stati d'animo e avvenimenti emozionanti, tutto da scoprire, e vale davvero la pena leggerlo.
La protagonista, la trentenne Alessandra, con un figlio di quasi 10 anni, una convivenza andata male, e con alle spalle un lavoro di ufficiale sulle navi da crociera durato diversi anni e in giro per tutto il mondo, ora si trova di nuovo in Italia a cercare qualcosa, qualcosa di emozionate, un nuovo lavoro forse, e cercando su internet, approda su un sito dove è stato inserito un annuncio di lavoro, ma questo lavoro si trova in Tanzania. Così desiderosa di nuove avventure e tutta entusiasta, parte alla volta dell'Africa, dove l'attenderà una nuova vita, nuove emozioni, e un nuovo amore, uno straniero, un principe d'Africa!
La storia è emozionate, ricca di pensieri della protagonista, alle prese con la repressione delle sue emozioni e, forse, sentimenti, la paura di un posto lontano da casa, i dubbi su Sarim, un petroliere mezzo persiano affascinante e misterioso, sconosciuto. Nella storia non mancano nemmeno eventi tragici e strappalacrime. Le descrizioni sono molto accurate e sembra di stare lì con la protagonista ad osservare tutto ciò che lei vede durante i suoi soggiorni, i suoi pericolosi spostamenti tra un posto e l'altro e i suoi safari, sembra quasi quasi di essere in Africa con lei.
Consiglio altamente la lettura a tutti coloro che sono affascinati da questo continente favoloso.
Unica pecca del libro sono i diversi errori ortografici, che spero vengano ricorretti alla prossima pubblicazione, e l'usa esagerato di segni d'interpunzione, quali puntini di sospensione e punti esclamativi ripetuti, che rendono un tantino difficoltosa la lettura. Nonostante questo, la lettura è così appassionante che pian piano ci si abitua anche a questo.
Scene dall'Africa
La stanza da letto dell'albergo africano, così come appare descritta nel libro
Tramonto infuocato della savana
Il Kilimanjaro
Orizzonte infinito
Tipica flora e fauna africana
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2 commenti: on "Il mio Principe… d’Africa!"
deve essere un bel libro, sai se si puo' ordinare tramite internet?
Certo: http://www.libreriauniversitaria.it/principe-africa-paolucci-alessia-riflessione/libro/9788862111393
La mia amica ne sarà contenta :)
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